Postura in sella : ispirarsi ai Maestri classici . Di Giulia Gaibazzi

06.10.2015 17:26

POSTURA  IN SELLA : ispirarsi ai Maestri Classici. Di Giulia Gaibazzi

 Cavalcare correttamente è indispensabile per essere in sicurezza, sentire il cavallo tramite il nostro corpo e comunicare con lui, oltre ad essere doveroso nei confronti dell’animale. Ricordiamo infatti che il cavallo non è stato selezionato dalla natura per portarci sul proprio dorso ,anzi, portare il peso del cavaliere ne varia drasticamente l’equilibrio naturale.  L’addestramento,  ha proprio la funzione di riequilibrare il peso  e sviluppare la corretta muscolatura affinché l’essere cavalcato arrechi il minor danno possibile al nostro amico.                                                                                                                                                                        L’equitazione classica, a cui si ispira la nota Ecole de Lègérètè di Philippe Karl, si prefigge come obbiettivo la gestione  dell’equilibrio del cavallo sotto il peso del cavaliere  attraverso una ginnastica intelligente, curandone l’asimmetria naturale, per consentirgli una vita longeva e sana.

Posizione e assetto.

 Appare chiaro in questo contesto che la nostra posizione in sella  e il nostro assetto devono  essere corretti per non arrecare danno all’animale ed essere in grado di compiere i soli movimenti utili all’addestramento.  In sella abbiamo due componenti da prendere in considerazione: l’allineamento del corpo sul baricentro del cavallo, componente statica, e l’assetto, componente dinamica, ovvero l’equilibrio che dobbiamo mantenere quando il cavallo è in movimento. L’equilibrio ci permette di assecondare le ondulazioni della colonna vertebrale che il cavallo compie durante la locomozione, permettendo una distribuzione simmetrica del nostro peso attorno al centro della sella, condizione mantenuta durante il movimento solo se possediamo una certa scioltezza, il rilassamento muscolare necessario  per seguirne il movimento e la tonicità che permette di non compiere gesti involontari non necessari e quindi dannosi.

Ne consegue che la posizione in sella è in funzione della corretta distribuzione del nostro peso sul dorso del cavallo, dell’assenza di contrazioni inutili che altererebbero  postura e sensibilità del cavaliere.          L’assetto è funzionale all’equitazione ‘un mezzo per raggiungere un fine, più che un fine per se stesso’- scrive il cavaliere olimpico W. Steinkraus-.  L’assetto è  anche un  importante ‘vocabolo’ nel  ‘linguaggio degli aiuti’,fondamentale nella comunicazione tra cavaliere e cavallo.

 

 

 

 

La messa in sella.

 La messa in sella ha come scopo quello di far acquisire al cavaliere un buon assetto attraverso lo sviluppo di equilibrio, scioltezza, fermezza e legame con il cavallo. – tratto da: Paillard, ‘Capire l’equitazione’.-

Vediamo cosa significano questi termini in equitazione:

  • Equilibrio : significa saper rimanere in appiombo sul baricentro del cavallo senza utilizzare la  forza. L’equilibrio su un corpo che si muove non può che variare seguendo le ondulazioni della colonna vertebrale ,motivo per cui, l’equilibrio su di un cavallo che si muove, non è statico e può essere mantenuto solo se il cavaliere ha un assetto sciolto. E’ inoltre  indispensabile  che il cavaliere abbia cura di distribuire in egual misura il proprio peso attorno al centro della sella.
  • La scioltezza deriva dal livello di rilassamento ed è composta da un aspetto psicologico e uno di decontrazione muscolare, i  due aspetti ovviamente sono collegati. La scioltezza muscolare dipende dalla scioltezza delle articolazioni di bacino, gomiti, ginocchia e caviglie del cavaliere che permettono l’ammortizzazione biodinamica nella locomozione del cavallo.
  • Il legame è dato dalla qualità dei punti di contatto tra cavallo e cavaliere,  costato del primo e gambe del secondo; permette  una comunicazione efficace tra i due  e dipende dalla qualità di equilibrio e scioltezza oltre a portamento del bacino e della gamba in sella.
  • Causa e concausa del legame è lo sviluppo della fermezza  o stabilità dinamica . Questa significa tutt’altro che rigidità , consiste piuttosto nell’assenza di ogni movimento involontario o inutile e porta alla libertà fisica d’azione nell’applicazione corretta degli aiuti.

In questo contesto analizziamo la postura dell’uomo a cavallo riservandoci di riflettere sulla complessità dell’assetto e del suo utilizzo in termini di ‘aiuto’  in una prossima occasione.

 

Una questione di distribuzione del  peso.

Cerchiamo ora di capire perché la posizione in sella è tanto importante per la salute del cavallo, indipendentemente dal tipo di equitazione che si vuole praticare.                                                                           Il cavallo muove i quattro arti e utilizza l’incollatura come bilanciere attraverso le oscillazioni periodiche della colonna vertebrale, movimenti permessi dalla rotazione d’insieme delle vertebre, dalla leggera rotazione di una rispetto all’altra, e dalla lateroflessione del segmento dorso-lombare.                                    La porzione che presenta più rigidità e fissità della colonna è rappresentata dalla regione del garrese, ‘ il nodo delle ondulazioni vertebrali, il punto da una parte e dall’altra del quale si producono i movimenti basculanti della locomozione’-J.Licart , Equitazione ragionata.  Il garrese comprende  otto vertebre con processi spinosi particolarmente rilevati, non è difficile capire che il peso del cavaliere deve essere distribuito principalmente verso questa regione per non arrecare disturbo alla locomozione e per essere meglio supportato dal rachide.

Cosa ne pensavano i maestri classici ?

La cintura e le natiche avanzate’ – La Guérinière.

Il cavaliere deve tirarsi avanti verso il pomo più che potrà, lasciando la larghezza di una mano tra il proprio sedere e l’arcione della sella’. –Newcastle.

Ma perché le natiche avanzate ? Perché poggiare il proprio peso su ischi e non su natiche molli e sul coccige permette non solo la corretta distribuzione del peso verso il garrese ma contemporaneamente ci allinea con il baricentro del cavallo e risparmia le sue reni , grave mancanza di chi, per errata abitudine, cavalca posandosi sulle ‘tasche dei pantaloni’.

Il cavaliere deve sedere non sulle natiche, come molti credono che la natura le abbia fatte per sedersi sopra.. non bisogna servirsene a cavallo.’ Duca di Newcastle.

Allineamento : Posizione dell’uomo a cavallo.

Per far ricadere la risultante del nostro baricentro su quello del cavallo, abbiamo alcuni parametri da osservare nell’allineamento delle parti del nostro corpo. Visualizzare e concentrarci su quest’immagine può esserci molto utile, si tratta di un primo passo per sviluppare l’assetto corretto.                                            Come si può vedere, la punta del piede si allinea con il nostro ginocchio, la risultante della linea di gravità  ha come estremità più alta il naso dell’uomo e inferiormente il coccige, i talloni si trovano allineati con le spalle.                                                                                                                                         

Analizziamo  in particolare il posizionamento delle diverse regioni del nostro corpo.

Il TRONCO . Dato che la spina dorsale ha una forma ad ‘S’, è impossibile pensare che la linea di gravità dell’uomo cada passando esattamente di vertebra in vertebra , ad ogni modo si deve cercare di ravvicinare le vertebre lombari il più possibile, la colonna può dirsi ben piazzata solo se ogni vertebra ha per base d’appoggio tutta la superficie di quella sottostante. Alla estremità superiore, la testa sarà ben sorretta dall’atlante e centrata sulle spalle, dritte e simmetriche ,  che si orientano sempre nella stessa direzione di quelle del cavallo per essere in  accordo con il suo equilibrio e con la direzione del movimento. Lo sguardo incide sulla nostra posizione e sull’uso corretto degli aiuti di peso, guardare in basso aumenterà il nostro peso  sulle spalle del cavallo, mentre focalizzarci su dove vogliamo andare ci raddrizza e lo rassicura riguardo la nostra capacità di guida, rendendo chiara la nostra volontà.

Durante il movimento la posizione del busto del cavaliere varia a seconda dell’equilibrio e baricentro del cavallo, eccone alcuni esempi :

 

  Il BRACCIO, sospeso dalle spalle, si lascia cadere sotto il suo peso, regge l’avambraccio piegato che sostiene polso e mano.  L’altezza della mano dipende dalla posizione della testa del cavallo, adattandosi a quest’ultima  in modo che gomito e polso dell’uomo siano in linea con la bocca del cavallo, ‘ In equitazione, la mano va dall’estremità delle dita alla vita’. –P. Karl, Odin a Saumur.                                                                       RENI e BACINO .Il peso dell’uomo sarà sostenuto dagli ischi e ‘Le reni sostenute senza rigidezza per facilitare gli spostamenti in avanti e indietro del corpo’ – D’Aure.  Da questa posizione, il bacino deve essere libero di assecondare i movimenti che il cavallo compie sul piano longitudinale e su quello laterale, basculando sulla stessa linea di equilibrio del cavaliere.                                                                                                                  COSCE, GINOCCHIA, GAMBE  e PIEDI:  LA MASSIMA ADERENZA. Baucher scriveva : ‘Le cosce e le gambe debbono trovare con la loro forza interna tanti più punti di contatto quant’è possibile con la sella e i fianchi del cavallo.’ L’aderenza, in termine di punti di contatto, è funzione di solidità in sella e comunicazione con l’animale. Per avere un’immagine chiara nella nostra mente, si avvolge il tronco come farebbe uno straccio bagnato, senza che la forza di gravità smetta la sua azione verso il basso.                                                                                                                                                              Perché la comunicazione migliora con il contatto delle gambe ? Aumenta il legame in termine fisico e l’aderenza permette l’istantanea percezione del comando da parte del cavallo, senza effetti sorpresa. Chi ha montato senza sella, in un giusto equilibrio, si è sicuramente accorto di come sia più facile per il cavallo comprenderci quando i punti di contatto con l’animale sono  estesi al massimo.   L’aderenza dei polpacci è in funzione del cavallo che montiamo, ad esempio, cavalli irrequieti sono rassicurati da un contatto costante, avvolgente, mentre cavalli flemmatici risulterebbero perdere sensibilità. Tratto da Odin a Saumur, P.Karl.  Facciamo attenzione perché l’istinto di conservazione ci porta a fare il contrario, non avvolgere  troppo un cavallo molto sensibile per paura delle sue possibili reazioni mentre tendiamo ad  esagerare un contatto costante e faticoso con un cavallo poco reattivo, nell’erroneo tentativo di rendere più efficaci i nostri aiuti di gambe.                                                                                                                               NB: L’aderenza non va mal interpretata con l’uso continuo delle gambe che andrebbe a desensibilizzare eccessivamente il cavallo, l’utilizzo delle gambe nell’applicazione degli aiuti è subordinato alla loro comprensione da parte dell’animale, condizionamento che si ottiene mediante la ‘lezione alla gamba’.       ‘Le gambe ben scese e morbidamente aderenti al cavallo, senza serrarle ’.- N. Oliveira.                                                                              Le cosce costituiscono il primo ostacolo all’aderenza, infatti se sono semplicemente lasciate cadere, naturalmente tenderebbero a serrarsi o aprirsi eccessivamente, motivo per cui è necessaria un’attenzione coltivata nel tempo, ‘ ruotare le ginocchia verso l’interno  per poi abbandonare le cosce così ruotate al proprio peso. Questa posizione permetterà di fornire alla sella la porzione piatta della coscia, quella  cioè che presenta  la maggior muscolatura. – de Clam, La scienza e l’arte dell’equitazione.                                       Le ginocchia saranno ben distese nella sella, si capisce infatti che se si serra il ginocchio la gamba  sale  lungo il quartiere accorciando l’arto nel  suo complesso, diminuendo i punti di contatto. ‘Ginocchia e polpacci seguiranno la rotazione delle cosce, i  polpacci cadranno dietro la cinghia,sull’appiombo del busto’. – J. Licart     

Piedi e caviglie devono essere rilassati per non trasmettere rigidezza  all’arto, liberi di assecondare il movimento basculante laterale del cavallo, i talloni leggermente  più bassi della punta permettono un leggero indurimento dei muscoli del polpaccio, le dita devono posare sulla base della staffa.    

 

 

Il gioco delle  articolazioni.

 Permette di ammortizzare le oscillazioni della colonna vertebrale del cavallo sui tre piani: verticale, orizzontale e laterale. Sul piano verticale la scioltezza delle articolazioni ammortizza attraverso il gioco di dorso e reni al trotto seduto,caviglie e ginocchia al trotto sollevato. Sul piano orizzontale la flessione di  dorso-reni e  bascula del bacino permettono di assecondare il movimento del rachide del cavallo,le oscillazioni laterali dell’animale sono trasmesse all’uomo grazie alle articolazioni di bacino e caviglie. La scioltezza permette quindi  di legarsi intimamente al movimento del cavallo, assecondandolo.  Prova del corretto gioco articolare è il mantenimento di spalle e testa del cavaliere ad un’altezza circa costante alle tre andature, mentre sono visibili le ondulazioni vertebrali a livello della cinta.

 

 

Conclusione

  L’assetto è in funzione di assecondare il cavallo nel suo movimento, di renderci efficaci nell’utilizzo degli aiuti in sella, sciolti e liberi da movimenti involontari, oltre a conferirci stabilità grazie all’aderenza con il tronco del cavallo e all’ equilibrio su di esso. Montare correttamente significa essere consapevoli del nostro corpo e di quello del cavallo, è un piacere per noi, per l’animale e per l’occhio di chi guarda. Chissà che il centauro non sia, in realtà, un uomo a cavallo perfettamente in armonia. Termino con la frase di un’ amica che, quando è in sella, mi dice :  ‘ Da quassù, la vista è magnifica’.